|
|
|||||
|
| Novembre-dicembre-gennaio-febbraio-1/5 marzo domeniche e festivi: dalle 15 alle 16 |
| Natale, S. Stefano, Capodanno: dalle 13 alle 16. |
| 16/31 marzo-aprile-settembre-ottobre domeniche e festivi: dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 21; sabato: dalle 18 alle 21 |
| Maggio-giugno-luglio-agosto domeniche, festivi, 16 agosto, 22 maggio: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 23; sabato: dalle 17 alle 22 |
| Dal 15 luglio al 31 agosto tutti i giorni feriali: dalle 17 alle 18,30. |
Continuando lungo la S.S. Valnerina, a 11 Km., si raggiunge Ferentillo, antico paese con resti di mura medioevali costruite a difesa della valle; nella chiesa di S. Stefano, del XV secolo, sono conservate numerose mummie. A 6 Km., l'Abbazia di S.Pietro in Valle, fondata nell'anno 720 da Faroaldo II, duca di Spoleto; all'interno rarissimi affreschi del 1200, sarcofago del duca Faroaldo, reperti archeologici romani.
Si esce da Terni prendendo la Statale n. 79 e si arriva a Cesi <Km.
8), borgo di aspetto medioevale; nella chiesa di S. Maria è conservato un paliotto con Madonna in Trono
fra Angeli e Santi, datato 1308, del cosiddetto Maestro di Cesi. A 5 Km.. la città romana di Carsulae. Municipio
romano ubicato sull'antica via Flaminia di cui si scorgono le evidenti testimonianze. Sono visibili i resti dell'antica
strada consolare dominata da un arco costruito in onore di Traiano, dell'anfiteatro, del teatro, della basilica,
dei mausolei. Si riprende la strada per Acquasparta, conosciuta per la Fonte Amerino, detta di S. Francesco, molto
frequentata per la cura delle affezioni renali.
Acquasparta fu residenza della famiglia Cesi; il Palazzo gentilizio, della seconda metà del '500, fu sede
dell'Accademia dei Lincei, fondata dal princi-pe Federico. Fra gli altri monumenti importanti, la chiesa di S.Francesco
del 1290 e la Chiesa di 5. Cecilia con la tomba di Federico Cesi. Tornando verso Sangemini, ad 1 Km., sulla destra,
c'è la fonte di Furapane, nota per la cura delle malattie del fegato; a 6 Km., sulla sinistra, la notissima
fonte dell'acqua Sangemini che sgorga in un attrezzatissimo parco adiacente agli impianti di imbottigliamento.
A 3 km., il paese di Sangemini che conserva il Palazzo del Popolo, la chiesa di S.Nicolo, già importante
abbazia benedettina, recentemente restaurata; la chiesa di S. Francesco del 1400.
A 15 Km. da Terni, sulla nazionale Flaminia, troviamo Narni, antica e
nobile città di origine preromana, patria del Gattamelata, posta ai piedi della possente rocca eretta intorno
al 1370 da Ugolino di Montemarte, per conto dell'Albornoz. Interessante la piazza dei Priori con il palazzo comunale
del XIII secolo, nel cui atrio sono raccolti mosaici, marmi vari ed iscrizioni romane; nell'interno pitture del
Ghirlandaio, di Benozzo, Gozzoli e dello Spagna. Di fronte, la Loggia dei Priori del '300 con un grandioso portico;
adiacente un'altra torre e il pulpito da cui venivano letti i bandi. Visitare anche il duomo romanico del 1145;
la Chiesa di S.Domenico del XII secolo, trasformata in Audjtorium; la Chiesa di S. Maria in Pensole del 1175; la
Chiesa di S. Francesco, con affreschi del '400 e del '500. Interessante la "Corsa all'Anello" che si
svolge in occasione della ricorrenza del Patrono S. Giovenale, nei primi giorni di maggio.
Scendendo verso il quartiere industriale, si ammirano, sulla destra, i resti di un grandioso ponte romano sul Nera
dedicato ad Augusto; di fronte si può ammirare l'Abbazia di S. Cassiano, del sec. XII. Consigliata un'escursione
allo Speco di S. Francesco a 13 Km. da Narni. Visitare il chiostro del '400, il refettorio, la Cappella di S. Francesco
con il letto del Santo e lo Speco dove il Santo si ritirava in preghiera; proseguendo per circa 14 km., si giunge
a Stroncone situato su un colle con mura e torri medioevali. Conserva intatti edifici del '400 e del '500.
Interessante la chiesa di S. Francesco, fondata dal Santo nel 1213, la chiesa di S. Giovanni, con affreschi della
scuola dello Zuccari; sulla piazza una fontana del '600.
A pochi chilometri i Prati, un altopiano (m. 1050) con possibilità di escursioni alle Cimitelle (Km. 2),
caratterizzate da castagneti secolari, da dove si domina la valle di Terni e al Ciglione di "Ruschio",
sopra Greccio, con veduta panoramica sull'intera valle reatina.
Da Narni è possibile proseguire sulla Flaminia verso Otricoli per raggiungere il casello autostradale di
Magliano oppure per deviare su Calvi dell'Umbria.
Ad Otricoli visitare la zona archeologica e la Collegiata del XV secolo; a Calvi il caratteristico paese ed i dintorni
montani ricchi di boschi.
Uscendo da Terni per la S.S. Vaìnerina, dopo aver percorso 13
Km. si prende la provinciale per Montefranco. A sinistra, subito dopo il bivio, l'antico oratorio di S. Bernardino,
con affreschi di scuola umbra del secolo XV e XVI. Dopo 3 km., si raggiunge Montefranco. Dai ruderi della Rocca
si può ammirare lo stupendo spettacolo della Valnerina. Visitare la chiesa del Cimitero con affreschi della
prima metà del '600. Si scende sulla Statale, si attraversa il ponte sul nera e si entra ad Arrone. A destra
la chiesa di S. Maria, del secolo XIII, ampliata nel secolo XVI, a tre navate. Nell'interno affreschi della scuola
dello Spagna; nel catino dell'abside è l'incoronazione della Vergine di G. Tamagni e di Giovanni Brunotti.
Nella parte antica del paese la chiesa gotica di S. Giovanni del secolo XIV con abside poligonale; all'interno
affreschi del secolo XV.
Alla fine dell'abitato si imbocca la provinciale per il paese di Polino, che dista circa 12 Km. da Arrone. Chiamato
in primo tempo Puglino, prende il nome della Regina Giovanna di Puglia, raffigurata nella caratteristica fontana
del paese. Due torrioni superstiti indicano la sua origine feudale. Una bellissima escursione di circa 30 minuti
ci fa salire ai 1190 metri di Colle Bertone. Scendiamo da Polino e giunti al bivio di Arrone prendiamo a sinistra
per Piediluco, a 12 Km.
Superata la Forca di Arrone, si percorre la leggera discesa, a sinistra il secolare parco di Villalago con il teatro
all'aperto; nel bosco, caminetti per cucinare. Si riprende la provinciale e si arriva al Iago di Piediluco. Il
paese è dominato dalla Rocca, fatta erigere dal Cardinale Albornoz nel 1364; di fronte il verdeggiante Coperno,
detto anche monte dell'Eco, famoso, appunto, per la sua eco. Visitare anche la chiesa di S. Francesco del secolo
X.
Sulla piazza IV Novembre, la più importante della città,
sorgono i monumenti più significativi: la cattedrale di S. Lorenzo, la quattrocentesca loggia cii Braccio
Forcebraccio, il palazzo dei Priori e la fontana Maggiore.
La cattedrale è un edificio gotico costruito tra il 1345 e il 149C; nel fianco sinistro si apre un portale
di C. Alessi (1568) affiancato da una statua bronzea di Giulio III di V. Danti, il più grande scultore umbro
del Cinquecento. Tra le opere più importanti dell'interno segnaliamo la Deposizione del Baroccio (1569),
sull'altare della cappella di S. Bernardino; Madonna delle Grazie, dipinto di G. di Paolo (terzo pilastro destro);
coro ligneo di G. da Maiano e D. del Tasso (abside).
Nel museo del duomo sono esposti una Pietà, dipinto di B. Caporali 11486), e una tavola con Madonna in trono
e santi di L. Signorelli.
La fontana maggiore è una delle fon-tane duecentesche più famose d'italia, opera del perugino Fra
Berignate; i rilievi delle ventiquattro facce della vasca inferiore (Adamo ed Eva, Arti liberali, Mesi dell'anno
ecc.) sono attribuiti a N. Pisano; le statue agli angoli della vasca superiore e le ninfe bronzee al figlio Giovanni.
Il palazzo comunale o dei Priori è un superbo edificio medievale eretto in forme gotiche tra il 1293 e il
1297, e ampliato nel XV secolo. La facciata, la parte più antica del palazzo, è aperta da un grande
portale sormontato da due statue bronzee duecentesche raffiguranti il Grifo perugino e il Leone guelfo. Notevole
al primo piano la sala dei Notari, ornata da interessanti affreschi della scuola di P. Cavallini (fine Duecento).
AI terzo piano è sistemata, nella galleria nazionale dell'umbria, la più importante raccolta di pittura
umbra, qui documen-tata dal XIII e XVIII secolo. Tra le opere ci limitiamo a segnalare solo le più importanti.
I sala (pitture del Duecento); Crocifisso del Maestro di S. Francesco; Madonna e Angeli di Duccio di Buoninsegna.
V sala; Maestri senesi del Trecento e Quattrocento (L. Vanni e T. di Bartolo). VI sala (pittori tardogotici del
Quattrocento); Madonna col Bambino di G. da Fabriano; Polittico di O. Nell). VII sala (Maestri toscani del Quattrocento);
Madonna, Bambino e santi, An-nunciazione di 8. Angelico; Madonna, Bambino e santi di B. Gozzoli; formella bronzea
con Flagellazione di F. di Giorgio Martini. X sala; Madonna col Bambino, di G. da Cremona; Madonna e Bambino di
A. Romano. XIII sala (opere giovanili del Perugino, 1445-1523); Adorazione dei Magi, Pietà. XIV sala; due
Miracoli del santo del Perugino e due Miracoli del Pinturicchio. XV sala; opere del Pinturicchio e del Perugino
(Cristo Morto e Madonna della Consolazione). XVI sala; Pietà di P. di Cosimo. XVII sala; Madonna e santi
di L.Signorelli e aiuti. XXIII sala; cappella dei Priori affrescata dal Bonfigli con Storie dei SS. Ercolano e
Ludovico. XXIV sala; Madonna col Bambino, scultura in terracotta di A. di Duccio. XXVI sala (pittori seicenteschi);
Nascita della vergine di P. da Cortona; Presentazione al tempio di S. Sacchi; Noli me tangere, Cristo e la Samaritana
del Valentin. XXIX sala (pittori del Settecento); Madonna di G.M. Crespi. XXX sala (pittori del Settecento); Erminia
tra i pastori di S. Conca; 5. Am-brogio di P. Subleyras.
Al pianterreno del palazzo comunale si apre l'interessante saia del Collegio della Mercanzia con arredi in legno
di stile tardogotico (XV secolo). Del collegIo del Cambio, in corso Vannucci, si segnalano l'eccezionale sala dell'udienza
del Cambio, rinascimentale, e affreschi del Perugino. All'inizio di corso Vannu(ci, principale via cittadina, incontriamo
il palazzo del collegio dei Notari, eretto nel 1446, con portale gotico e trifore; al termine, sulla sinistra,
il palazzo Donini, elegante costruzione settecentesca.
Tornando sui nostri passi imbocchiamo a sinistra via dei Priori che attraversa un caratteristico quartiere medievale;
lungo l'arteria si allinneano la chiesa gotica di S.Agata, con resti di affreschi trecenteschi; la chiesa barocca
di S. Filippo Neri che conserva all'interno un'immacolata di P. da Cortona. Si giunge in uno slargo dove incontriamo
l'alta torre degli Sciri, del XIII secolo; più avanti si apre la piazzetta che prende il nome della cinquecentesca
chiesa della Madonna della Luce; a sinistra s'innalza l'arco di S. Lucia o porta irasimena, antica porta etrusca
rimaneggiata in era medievale.
Nella vicina piazza S. Francesco si affacciano la duecentesca chiesa di S. Francesco al Prato, molto modificata,
e l'oratorio di S. Ber-nardino, l'opera rinascimentale più significativa della città e capolavoro
del fiorentino Agostino di Duccio (1457-61). Sulla destra è l'antico convento dei Francescani, ora sede
dell'accademia di belle arti.
Percorrendo il tragitto al contrario si ritorna in piazza IV Novembre dalla quale inizia via delle Volte, una delle
più pittoresche della città; vi sorge l'oratorio della Maestà delle Volte, rifatto nel Cinquecento,
che custodisce all'interno una Madonna col Bambino, affresco attribuito al Maestro delle Volte (XIV secolo).
L'itinerario di visita inizia da piazza della Repubblica, il centro cittadino,
sulla quale prospettano il palazzo comunale(i), rifatto sul finire del secolo scorso, e il palazzo delle Poste
e Telegrafi, risalente agli anni Venti. Prendiamo a sinistra la via Cavour dove si elevano il palazzo Magroni e
il medievale palazzo Mazzancolli.
Torniamo indietro riattraversando piazza della Repubblica e imboccando via Garibaldi; svoltando a sinistra in via
Manassei giungiamo alla trecentesca chiesa di S.Pietro, nella piazza omonima; sul portale gotico della facciata
si ammira un rilievo quattrocentesco che raffigura Cristo benedicente. Notevole il campanile con bifore e monofore.
L'interno ospita affreschi del XIV e XV secolo, mentre l'annesso chiostro trecentesco presenta rifacimenti cinquecenteschi.
Torniamo sui nostri passi fino in piazza Europa, dove imbocchiamo via Roma: qui si trova palazzo Spada, ultimo
lavoro di Antonio da Sangallo il Giovane, che a Terni morì nel 1536. Alle spalle del palazzo sorge il complesso
di S. Salvatore, formato da una chiesa paleocristiana IV secolo) eretta su una domus romana e da un avancorpo rettangolare
aggiunto nel XII secolo.
Per via Aminale raggiungiamo il duomo, nella piazza omonima, edificio romanico ricostruito nel XVII secolo; sotto
il portico seicentesco si apre il portale maggiore (XII secolo) con decorazioni a rilievi. L'interno ospita tra
l'altro dipinti come la Presentazione al tempio e Circoncisione di L. Agresti (1560); Immacolata concezione di
scuola fiamminga; un tabernacolo settecentesco; un organo barocco; il coro ligneo dell'abside (XV secolo).
Di fronte al duomo si eleva il palazzo Bianchini-Riccardi (10), mentre nei pressi sono i ruderi dell'anfiteatro
romano, edificato nel 32 d.C. Dall'anfiteatro, proseguendo lungo viale Giannelli, attraverso i giardini pubblici
si giunge alla chiesa romanica di S Alò, nella via omonima: le pareti dell'interno sono ornate da affreschi
eseguiti fra il XIII e il XVI secolo, mentre presso l'entrata è visibile un Crocifisso, dipinto duecentesco.
Imboccando via XI Febbraio si giunge in via Fratini, dove palazzo Fabrizi ospita temporaneamente la pinacoteca.
Essa raccoglie pregevoli opere tra le quali lo Sposalizio di S. Caterina esanti di B. Gozzoli (1466); un Crocifisso
e santi di N. Alunno (1497); Madonna in trono e santi, trittico attribuito al Maestro dell'Annunciazione Gardner
e dipinti di artisti attivi tra il Cinquecento e il Settecento.
Svoltando in via Nobili giungiamo alla chiesa di S. Francesco, la più impontante della città dopo
il duomo, costruita in forme gotiche nel XIII secolo, ingrandita nel Quattrocento e modificata nel Seicento, con
un interessante campanile; all'interno si segnalano gli affreschi trecenteschi raffiguranti l'inferno, la Liberazione
delle anime, il Paradiso (nella cappella Paradisi), attribuiti al pittore umbro B. di Tommaso (XV secolo).
Per viale Fratti e via Faustini ci dirigiamo quindi verso via Angeloni, dove si trova la chiesa duecentesca di
S.Cristoforo, ampiamente restaurata e con aggiunte posteriori; attraversata piazza del Mercato Nuovo entriamo nell'antico
quartiere medievale, dove incontriamo l'arco di S. Lorenzo e la torre dei Castelli.
Dall'arco si passa in piazza S. Lorenzo dove sorgono vecchie case con torri e la chiesa di S. Lorenzo; costruita
nel Duecento e modificata nel XVII secolo, ha due trifore e un portale quattrocentesco nella facciata e ospita
all'interno il Martirio di S. Biagio, interessante dipinto tardo-cinquecentesco.
Nel dintorni: cascata delle Marmore, raggiungibile con la strada superiore (8 km per la SS 79) che porta all'osservatorio
da dove la cascata è visibile dall'alto, oppure con quella inferiore (7 km per la SS 209) che consente la
spettacolare veduta dei tre salti, per complessivi 165 metri.