Sapori Umbri vi farà scoprire:
Il farro è un cereale; si divide in varie specie: triticum monococcum, triticum dicoccum, triticum spelta. Tali suddivisioni dipendono dalla forma della spiga, dal colore della farina, dalle glumelle, dalla cariosside.
C'è il Farro nudo, vestito, tenero e duro.
Quello di Monteleone di Spoleto è definito Triticum
durum dicoccum vestito. La spiga è piuttosto piatta, affusolata, aristata. La
glumella (pula) è dura e resta fortemente aderente alla cariosside (acino), come l'orzo vestito, non si
stacca con la trebbiatura,
occorre macinare il tutto e sottoporre il risultato a brillatura.
Forse è l'unica qualità che non produce farina bianca ma dello stesso colore esterno della cariosside.
Si possono definire così le caratteristiche tipiche
e irripetibili del prodotto di Monteleone di Spoleto: Vestito, duro, cucinato granuloso, color tabacco chiaro.
In questi ultimi anni, sotto la spinta della Macrobiotica e delle varie diete vegetariane si parla del cereale
in senso generale. Non è esatto. Molti tipi di farro in circolazione non hanno nulla a che fare con quello
di Monteleone di Spoleto.
Perfino nel medesimo territorio del comune lo stesso tipo di prodotto seminato in campi diversi matura in maniera differente. A ciò contribuisce la qualità del terreno, l'esposizione, la pianura, la collina, il freddo, il caldo.
Caratteristiche:
- Quantità d'acqua 12,27%
- Protidi grezzi (sost. Az.) 13,53%
- Lipidi grezzi (grassi) 2,43%
- Fibre grezze (cellulosa) 1,64%
- Ceneri (sali min.) 2,16%
- Estrattivi inazotati (amidi) 80,24%
La sua ricchezza consiste nella scarsità di grassi e nella abbondanza delle sostanze amidacee.La sua utilizzazione produce un piatto salubre, nutriente, di facile digestione, ottimo regolatore dell'intestino, rinfrescante; sazia senza lasciare pesantezza di stomaco, non fa ingrassare. Risponde in pieno ai dettami della Macrobiotica.